Ogni notizia segue più o meno indistintamente un certo percorso di vita in cui alla sua nascita (se importante), compare in Home Page e nella Home della sezione di appartenenza; man mano che invecchia, si sposta su link sempre più a fondo pagina (in Home Page) e su pagine minori fino a essere archiviata in un database centrale o addirittura "morire" senza più nessun link proveniente dal portale.
A questo punto alla povera notizia non rimane che essere "raccolta" da qualche pietoso motore di ricerca, "becchino" o "spazzino" che dirsi voglia della Rete.
Se si dà una prima occhiata alle statistiche degli accessi al portale, si nota come pagine "istituzionali" e "notizie" abbiano dei comportamenti tra loro assai diversi.
Le prime infatti presentano un numero di accessi che cresce linearmente nel tempo (vedi figura a), mentre le seconde vedono un forte incremento iniziale subito dopo la loro uscita online e poi gli accessi aumentano rallentando progressivamente (vedi figura b).
Fin qui tutto abbastanza semplice; rimane però da capire con maggior precisione in che modo il tasso di accessi alle notizie decade nel tempo; i più recenti studi infatti assumono che la successione degli accessi a un sito nel tempo segua la distribuzione di Poisson e quindi di conseguenza si comporti in modo esponenziale (vedi figura a sotto).
In realtà l'analisi svolta porta invece a concludere che l'andamento rispecchi la legge di potenza (vedi figura c sotto).
La legge di potenza presenta rispetto a un'esponenziale una curvatura più morbida e dunque una coda che si mantiene più robusta nel tempo, a conferma che una notizia continua a essere letta sul Web anche molti giorni dopo la sua uscita grazie al reperimento attraverso i motori di ricerca.
Ma allora perchè si evidenzia questa differenza tra quanto ipotizzato dalla teoria e le evidenze quantitative?
Proviamo a spiegarlo andando a vedere come si comporta in media il singolo utente che accede a una notizia: assumiamo che il portale considerato abbia N utenti che leggono una delle tante notizie ivi presenti con probabilità p; in questo modo ammettiamo che la probabilità p con cui gli utenti accedono alla notizia sia uguale per tutti dal momento in cui essa va online fino ai giorni successivi.
La notizia tuttavia segue il suo ciclo di vita legato alla rispettiva visibilità sul portale (in particolar modo in Home Page), la quale diminuisce nel tempo in relazione con il deposizionamento della notizia all'interno del portale.
Ci troviamo quindi di fronte a una reale probabilità p di accesso alla notizia che è dinamica e porta a una distribuzione delle visite secondo la legge di potenza.
In conclusione, questo risultato, sebbene assomigli a una sterile disquisizione statistica su quale tipologia di dstribuzione si adegui meglio a un certo fenomeno, nasconde in realtà delle evidenze sostanziali di cui, a mio parere, non si è in grado di percepire a pieno effetti e potenzialità; tra tutti, il paragone che spesso viene fatto con il mondo biologico, in cui si ritrova spesso la legge di potenza, è indicativo del fatto che ciascun item informativo in Rete (vedi la notizia di cui ho trattato) non è un elemento fisso ma un "essere vivente" che, come detto in precedenza, ha un suo ciclo di vita caratterizzato dall'interazione con altri item dello stesso tipo.


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